Si chiama Fang Lijun e lo trovate alla GAM di Torino fino al 30 settembre.
Suscita qualcosa con le sue tele enormi (17 metri di larghezza e 4 di altezza, ad esempio), appese alle bianche e silenti pareti del primo piano e dell'interrato della GAM.
F.Lijun è cinese, vive e lavora a Pechino, e in certe sue tele la si vede proprio la Cina, con tanti ometti "tutti uguali", con toni cromatici esageratamente vivaci, come i fiori di plastica esposti nelle vetrine delle cineserie.
Le sue tele sembrano tridimensionali, nel senso che ci sono tre mondi: quello dove stiamo noi, quello dei suoi cieli o mari infiniti (ma davvero infiniti), e quello intermedio abitato da insetti, uccelli e pipistrelli, che paiono intrappolati tra esterno e interno, come mosche chiuse tra due finestre parallele. Ogni tanto queste creature riescono a spalancare la finestra esterna e vengono risucchiate da vortici nubulosi. Altre volte ci si schiantano sopra e cadono a terra, lasciando una macchia di sostanza organica su questa finestra immaginaria.
Due consigli, eventuali peregrini di passaggio su questo neonato blog:
1, andate a vedere Fang Lijun alla GAM
2, andateci quando è deserta, perchè la sacralità di queste tele merita il silenzio.














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